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Buongiorno, ad inizio febbraio io e la mia compagna abbiamo adottato un gatto, Picchio, circa 2 anni e mezzo. Il padrone anziano era venuto meno qualche tempo prima. Gatto socievole, sterilizzato da poco tramite colonia felina, abituato a stare sia in casa che fuori, in campagna. Non vaccinato. Nei primi giorni iniziamo con un vermifugo, frontline e vaccino pentavalente. Nel frattempo noto che beve molto e, sapendo che nei gatti non è buon segno, quantifico il “molto” in 350-450ml al giorno mangiando solo umido. Procediamo quindi con esame del sangue completo, (scaricabile qui: https://www.dropbox.com/t/j4f0xdxNzDkSVA9p ), che a detta del veterinario non presenta particolari criticità. Il gatto ha appetito, non vomita mai, ha un bel pelo, decidiamo quindi di dargli qualche giorno per ambientarsi ipotizzando fattori di stress per i tanti cambiamenti improvvisi. Un altro veterinario interpellato conferma questa ipotesi. Dopo quasi un mese, in cui il consumo di acqua è rimasto invariato, ha iniziato a zoppicare, faticando ad appoggiare la zampa posteriore sinistra. Noto delle “palline” dietro le zampe posteriori che nella successiva visita il veterinario definisce linfonodi ingrossati. Resta incerto sulla diagnosi, in quanto non ci sono altri linfonodi ingrossati e le analisi escludono altre patologie. Somministra una puntura di cortisone “a rilascio lento” e a risentirci tra 15 giorni. Dopo circa 24 ore insonni (sabato) e con sete ancora aumentata (il vet aveva avvisato a riguardo) i linfonodi sembrano del tutto sgonfiati e il gatto inizia a stare meglio (domenica). Sono qui a scrivere perchè oggi, lunedì, il gatto inizia di nuovo a zoppicare, i linfonodi sono di nuovo palpabili e noi iniziamo ad essere preoccupati.
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1258 #Linfoadenomegalia
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